Saturday, 9 April 2016

Un racconto in un libro "Il cancello del drago" Edizioni LeAli

Ciao, cari lettori casuali.

A chiunque capita di leggere queste mie parole, sappino che tutto ciò che scrivo va di cuore e son fiero di presentare un libro in cui un mio racconto è pubblicato. Non sono spesso attivo non per blocco, ma per una lieta leggerezza che mi permette di solo continuare libri, a presto uscirò col mio primo romanzo e questo blog, pur essendo un gran archivio artistico personale, spero possa supportare presto una gran folla di sognatori che vogliono entrare nel trip delle mie parole.

Il libro è il risultato di un contest letterario di Edizioni LeAli di cui ringrazio l'organizzatrice Maria Varisalona. Il mio racconto è intitolato "Non è la sua forma originale".  Condivido uno spazio trentino della scrittura su un argomento vitale "Viaggi e spiritualità" e "Viaggi e alimentazione". Trovate una presentazione degna di nota a questo link.

"Il cancello del drago"


Nelle tracce indicate nel focus sono sintetizzati i contenuti di tutti i racconti:
* per coloro che durante un viaggio si chiedono “Perché?” o “Chi me lo ha fatto fare?” e poi scoprono che la vera meta non era il luogo in cui sono stati, ma la trasformazione di se stessi.
* per coloro che non ne possono più di tutto il putiferio della Terra e hanno deciso di seguire il viaggio di un bambino che vuol conoscere la luna oppure di andare in un pianeta della costellazione Venga qui, denominato Prima che sia troppo tardi.
* per coloro che riescono, comunque, a vedere tutta la bellezza che c'è su questa Terra.
* per coloro che vivono se stessi come un avventuroso viaggio costellato di straordinarie scoperte.
* per coloro che vedono l'alimentazione come specchio in cui si riflette l'interiorità di una persona o le caratteristiche di un popolo.
* per coloro che utilizzano il distacco causato dal viaggio per comprendere più a fondo le dinamiche del luogo da cui sono partiti.
* per le carpe che vogliono diventare draghi!


Il libro è ordinabile nella libreria Il Papiro (via Grazioli, 37, Trento, tel. 0461-236671) e nel ristorante vegano biologico Veganima (via delle Magnolie, 19, Arco, tel. 0464-519764) oppure contattandomi direttamente (mari_var@libero.itedizionileali@gmail.com) o in qualsiasi altra libreria fornendo i riferimenti di Edizioni LeAli . Inoltre, è possibile prenderlo in prestito attraverso il canale bibliotecario.

"Il cancello del drago"

Per maggiori informazioni o un'anteprima del mio racconto contattatemi pure alla mail 
malacarne_s@yahoo.com o alla pagina facebook __    Masacarne

Buona lettura sognatori

Masacarne

Sunday, 7 February 2016

UNA DELLE PRIME VOLTE IN CUI MI SENTIVO PARTECIPE DEL MONDO..
PERCHÉ NON TRASMETTERE I MONDIALI AL BAR..
Da settimane sono testimone su Internet di articoli e video rappresentanti lo scempio della FIFA. Il calcio è denaro, e si sa. Quindi si può dedurre che il calcio è pervaso dal capitalismo, due cose caratterizzano il capitalismo : libero scambio e conflitto di interesse. Un limite del libero scambio è che essendo popolato da privati, il mercato, sotto accordi invisibili, può essere manovrato da pochi speculatori.
Per un mondiale servono stadi e, in Brasile son stati costruiti, ampliati e migliorati. Chi ne ha pagato le conseguenze? Ma soprattutto qual era la condizione dell’economia brasiliana, quella reale, della gente. La gente è povera, nella favela la violenza regna, non c’è via d’uscita per i giovani oltre le gangs. Al Brasile serve educazione, sanità e soprattutto un benessere sufficiente per garantire le condizioni di sussistenza della famiglia e i diritti dell’individuo. Invece, le tasse sono aumentate e i soldi ricevuti per la ricostruzione per i mondiali è stato sperperato per metà nella FIFA e per metà nella creazione di parcheggi, strade, polizia e infrastrutture. Troppo spesso infrastrutture come un semplice parcheggio è stato edificato dove prima c’erano case, dove vivevano persone. Queste famiglie sono chiamate ora sfollati, cacciai dalla propria abitazione, dove bambini crescevano e madri badavano a più figli, a forza della polizia, in nome del capitalismo, in nome del calcio professionale. Tutti diranno che sono tutte bufale, o ne parleranno senza applicare la morale alla realtà. Questo avviene perché il web in italiano è povero, carente. Gli unici articoli non di parte vengono censurati. Invece in inglese, ho avuto l’opportunità di trovare molteplici documentazioni e commenti dell’atrocità degli avvenimenti. La domanda è: quali sono i limiti morali del guadagno e dell’interesse attorno al denaro?
Anche grazie ad altri eventi, quali la corrotta politica brasiliana, i brasiliani si sono uniti nella disgrazia confrontandosi con le superpotenza del DIO denaro. In Brasile, la patria del Calcio, la gente si rivolta con slogan quali “FIFA, go home”- “We don’t want FIFA”. Non vogliono i mondiali, perché immorali e distruttori. Per favore sensibilizzate chi conoscete e soprattutto abbiate la forza di volontà per rinunciare a finanziare assassini(polizia manovrata da grandi società e addestrata dall’unità speciale “Blackwater”, camuffata col nome “Academy”), e usurpatori di diritti umani. Non guardate le partite. Per il bene dei vostri fratelli e sorelle brasiliane on trasmettetele nei bar. Rinunciate al vostro interesse di guadagnare soldi tramite l’affluenza dei tifosi italiani e non.
Forse un giorno vi ricorderete di quel ragazzo che attaccò un annuncio davanti al bar, un annuncio stupido e irreale, ma rilevatosi comunicante, ragionevole e una richiesta di coscienzioso aiuto.
Copyright di Simone Malacarne

Sunday, 24 January 2016

Best minds of my generation

Lo stomaco mi attanaglia la mente, la gente, che son spiritelli, parla nella mia ridente saggezza. Rido. Sorrido poichè se sento qualcosa di così forte allo strato di pancia riservato alla nascita di chakra nuovi e di un substrato che è quel sussurrare dei fatti, dellle esperienze, esse ci spiegano cosa ci succede, i sussurri di una carezza nel bel mezzo di una folla. S'affolla la mia mente di pensieri, ma fisso, io stesso mi ingelosisco, grottesco fare del mio essere, pericoloso scrittore, che fa scippi ad altre anime. Mi manca, lo dico, la penso, la cerco quella jungla, mi attanaglia il respiro, doso le parole e gli sguardi, restano bassi, involontariamente diretti verso l'interno, a me stesso, che mi parla, mi sussurra, mi traduce, mi dice "coglione, ma almeno rimane la trasparenza". La trasparenza di una membrana che sono io, su una bella fanciulla col sale, la via dei cervi, altri mille messaggi segreti, che però avendo finalmente un nome originario, reale, tangibile, mi fanno pubblicamente star bene, mi fanno notare che filosofare non fa per me ora, ma che la battaglia abbia inizio. Ti voglio, ti raggiungo a spada tratta, che però fa da scivolo verso me, fendente del tempo e dello spazio, anche se alcuni spazi sono un pò più vaghi, è quel sussurrare a volerci accanto. Scopro, anzi, riscopro, che una nuova fantastica cosa di te è che ogni giorno, ogni respiro mattutino, ogni subbuglio di chakra, mi trovo o mi metto in una situazione in cui la missione più bella e che più si avvicina a cos'è la vita, la felicità, l'unione dei sogni alla realtà, è dover conquistarti ad ogni battito di ciglia, anche se ci siamo entrambi già conquistati ed assaggiati un bel pò. Assaggi davvero buoni, denti che sporgono ma che prendono  la forma tonda e docile delle carezze, dei massaggi alle orecchie tappate, la forma del nostro essere, di un'anima che travolge di bene, e male, e stupore, e normalità, di un mostro e di una fata, il mio corpo. Abituato alla semplice tridimensione di routine, con te a mio fianco, noi andiamo in una dimensione a quattro motivi e tonalità, i punti di vista ci distaccano e ci avvicinano. Sento il motivo del riconquistarti, sa di lacrime di sale, sa di una ragazza raggiante che sale le scale e come inizio del tutto quasi non servono parole, le parole determinano il puzzle della pancia, e poi si dice di lasciar perdere, lasciar passare, che infine l'amore trova il suo corso, in me trova la via dello sfogo in canzoni mai incontrate, simili a mille emozioni, ma non traducibili se non dal mio sguardo, che imporrò in mezzo al chaos della mia testa, come una guida, come una lezione d'orientamento, come se nel mio mare ci fosse tanto che cerca di nuotare e salpare a terra ferma. La mia terra ferma sei te e so di dover lasciarteli, ma il mio personale ego mi fa paura, te sei emotiva, bella, riluttante, ti mordi il labbro guardandomi da quattro metri, mentre, rubato il mio quaderno d'appunti, spulciato nel pagliaio, scrivi con una penna, dettata la storia dai tuoi occhi, dai miei movimenti. E non so perchè mi piglio così tanto per i dettagli, per i vecchi tagli che a volte squarciano i miei pensieri. Che poi t'ho parlato di un taglietto innocuo, che non ha mai avuto un contatto, e neanche una cicatrice, ma una semplice e innocente forbice arrotondata di Art Attack, che non esiste, che forse esisteva e che quel forse accentua a qualche parola, ma di parole io vivo, come di parole muoio. Ora, se fossi su carta, lo strapperei questo foglio, e , se non avessi solo questo sfogo come fuoco da tener vivo, se non avessi un'anima fortemente in me quanto la tua, questo cerchio l'avrei chiuso in 11 secondi di docile pensiero positivo e riflesso nel tuo sorriso. Poichè questo cerchio si è allargato, si è espanso proporzionalmente alle parole, ai sussurri, agli strati delle nostre coscienze che abbiamo vissuto, che vivremo, piano piano lo vediamo di più, e scopriamo, che il cerchio è già lì bello e completo, ad aspettarci, a donarci l'attesa dell'accordo delle nostre corde. Poichè se tu sei qui, io sono.. e se tu mi guardi come io ti guardo, tu sei, Jungla è, ragazza salata era e compagna di navicella sarà. Al crepuscolo t'aspetto ma ti prendo per mano a prima vista, correndoti incontro, saltando come faccio con le parole che scrivo, per baciarti i motivi e le tonalità nel cuore, una macchina bianca ci illumina, mille luci su di noi.

Thursday, 14 January 2016

Autumn thoughts

Verso la foresta, i passi leggeri su foglie che lasciano il dolore, o la creazione di una nuova reazione, di un nuovo senso, campeggiare con la tenda mi porta in altri posti, sosti per sostanze, per le fontane. Le fontane che mi tengono così, speranzoso, sono quelle delle muse, di quella che al momento mi gratta il naso, raschia il cervelletto, il setto nasale ora cede alle risate, ai sorrisi silenziosi subito dopo, la pazzia del lasciarsi andare ai mille colori di sto mondo, alle grandi connessioni con le altre immagini di me, tutt'attorno. Mi stufo anche a dedicare, a volte ho donato poesia per il gusto della vulva, inizialmente per il dolore del mancato, del perso soldato del mio terso e controverso contorno, altre per donne che di donna avevan ben poco, ma che in apparenza lasciavano uno strato di realtà sul mio essere, ora non voglio essere e non sapere, il buio del mistero m'accarezza meglio che quel pezzo di solitudine che mi ritaglio in ogni dove mi ritrovo. Un rifugio da cui scappo, situazioni da cui cado (dopo aver volato) per tornarci, nel segugio in meditazione. Stanco di te, di voi, di tutto e del lutto che pesa, La cera si cola per formare un liquido più denso, più flessibile alle forme, siete delle belle forme. Le persone mi piacciono e sono belle, anche se solo in fondo. La fissa del raschiare, scavare buche in persone, testare, chi mi credo a volte. A forza di passi prendo storte, cado, attraverso il terreno e mi ritrovo sul pantano, le radici si allungano come narici stimolate de un tic sul tema finito, il cerchio completo, un albero centenario mi aspettava pur non sapendolo, e nel gesto di un abbraccio scriviamo, disegniamo e dirigiamo musica, diventando scrittori, artisti e pazzi con una radice tra le mani e un trip in testa.

Sunday, 10 January 2016

Metamorfosi - Masacarne

adesso che ci amiamo, chi ci proteggerà?


Un verme bello, indetto allo sciopero dell'universo, tutt'un tratto eran soli e divisi in un due, in un mare sconosciuto, si aggrapparono all'unico contatto vero in delicato soleggiato speranzoso scrigno, di una musica che sembrava meglio, ma poi la routine li ridistribuiva nel buco del dolore , del dubbio delle onde, non accettate, addominali di lei che gli insegna un'aggressività della sicurezza, nel rumore di tutto, nel dolore del lutto e nel succo del giunto, quando risalirono, non più scimmie aggrapppate al proprio pensiero, avevano dei premi in palio, per loro, per sprecare il tempo , una storia lunga e relativa, in cui i personaggi erano la paura e il volere, il volere essere qualcosa di fisico con tanta essenza sparsa. Un'arca caduta, una balena arenata, ma per due anime in pura connessione, la speranza porta una portata di amore, ma non so, adesso che ci amiamo, chi ci proteggerà?

Non so, troverò  le gemme per le tue pietre, tuffandomi nelle ombre, all'ora guadagnata, ripresa da questa presa, il caos diviso, smontato il retro delle stelle, la distruzione  si svolge, quella di una donna che spariva, incenerita dalla passione, voleva ripartire nel tempo a ritrovarlo, donna, uomo, insieme per sempre, nessuno oltre che lui , nello spazio ora si abbracciano, verso un altro lido, entrambi con lo stesso iride, tonalità di colori , filastrocche nei loro sorrisi, ritrovati dopo tempi e spazi incompleti, per capire che son sempre stati completi, catarsi di ogni lato del loro infinitogramma.
La sagoma di lei diventa lui e la sagoma di lui omaggia lei, destreggiandosi nel tunnel ultra dimensionale, e una visione di luce li inoltrò verso altri pianeti, a portare l'arcobaleno con un colore in più, quello del dolore, voluto e, una volta saputo, un orgasmo in un baleno.

adesso chi ci proteggerà?

Sunday, 3 January 2016

SPACE - Masacarne



Moved, when i checked on you first, wrecked you writing tons of letters, and cheers when you first expected it, but never imagined such a dragon, when I got an hold of your hand, and asked your permission, in the middle of my mission, such a young innocent boy, couldn't even recognize people's voids, couldn't check on people's eyes, such a white paper, a book to fill, and my response at first when my phone would ring of a message by such goddess of uknown feelings, which had passed through rings of processing thoughts and life experiences, "I get what I want and what my eyes seek", such a phrase in a drunken way, yet more well spelled than the rest, a feeling on my chest, fear, dear would you light a candle in front of me, so you could be better explained to my innocent brain, and experimented science of being passive, new across the border, back from a quite long travel, of studying, of drinking and sinking in the tunnel of fun. You became my sun, such a kid, with those eyes, may I lay my visual in your design, may I enter an altered state of mind, funny or fine, scary or darkening, I would take care of you, safely gardening, a soul wrapped up in the past roundabouts, about that , is your mum ok?, as always smiling with her sweater maybe bought by a cheater  luminous danger, what is happening in your family, what is up with your sisters, but even though you don't peek on the door, how is my bodyless soul of a lost foreign, second mum, of which you incarnated the feeling and the love. What about the first kiss, would me or you behave the same knowing that you would swear a kid, true of fear I would seat and think of it as a joke, still I'd jump and gladly soak.


Masacarne