"MINUTO DI DESCRIZIONE! 0
Accanto alla luce più forte, sta l'oscurità più suscettibile
In ritardo, torno sullo scritto giornaliero, in latino cocciuto quotidiana pagina. Pagine che lo spirito sente, nonostante la stupidità o l'ingenuità, la sincerità. Una frase del poeta "Hotel Books" - "Non intendevo far piangere la gente con le mie parole, semplicemente non volevo scrivere alcuna parola in cui mentissi. Una giornata intera e una festa improvvisamente scoperta, e di sorpresa in bici verso il posto con james ricciolone, in esibizione di ballo artistico al pubblico che lisci menti ammirano, ridendo all'inizio, ma poi amanti di quel caro amico, che senza, che festa sarebbe. Angelo vola,sorvola alberi, fiumi ed edifici, l'artificio è trasformato in un incantesimo da colui che balla e apre la propriamente. All'entrata incrocia uno sguardo veggente, una ragazza se ne invaga sin dal primo memento, mentre si cammini e ci si ferma per capire quella luce, in equilibrio, e lei spera di poter andare al ballo con lui, pazzo visionista di forme ed immagini, nel fumo che esce dalle casse. Lo fissa, incantata, per 5 minuti almeno, e in meno coinvolgente stato scappa da lui, timidezza o inettezza. La leggerezza dell'essere, sapere tutto ciò che significa il tutto attorno con tanta semplicità. Un velo pietoso che nasconde paure, bugie e apparizioni. Non è la sua forma originale, e tutti lo sappiamo, lei in quel momento in cui non capisce perchè, ma ne è intrigata dai passi di ballo in freestyle del ricciolone pazzo. Vasio il suo repertorio invece, ma prima o poi salterà di coraggio.
Ma ecco nel mentre del ventre della festa, che è la fonte della musica e dancefloor onnipresente, dove chi apre la mente balla, o almeno ci prova, codardo è chi non corre, nelle energie. In un secondo di lucidità, forse scaturito da essa, passa una ragazza, mitologica, il dragone preferito, fiammante, caccia pensieri nelle menti degli uomini, che non possono che fermarsi e scaturire il chaos del cercare di capire come faccia tale ragazza ad essere un angelo, eppure mai vista prima, perfetta, quella perfezione di cui parlano quasi tutte le ragazze, eppure non è cercata. Quando conseguita, non è cercata, ma scovata attraverso un pò di aggressiva convinzione del fregarsene dei pensieri, ma con coscienza sapere che quella maglietta di lana arancione convenzioni il seno prorompente solo nel pensiero, docile flare sparato in aria dal centro di un'isola deserta. Come faceva a sapere che quel paio di jeans/leggins normalissimi potesse risultare in un arrotondamento delle poche possibili, inimmaginabili imperfezioni che una ragazza possa avere. Non sembrerà spirituale, ma quando tale minuto scaturisce la pausa del tempo e l'immersione nello spazio, a un ragazzo cosciente dell'energia attorno e accettante di questa luce più forte, può solo dire - che cochdoi culo, perfezion..ma come è poss si maaa, una cuscinata in faccia mentre poemi e frasi di socialità escono da sole, alcune bestemmie finiscono le parole come unici sensati versi su di un cuscino proibizionista. Non in equilibrio, dalla lunghezza di 20 metri, l'angelo coglie la palla da bowling con cura, con calma, con karma plasma quell'intenzione a giocare seriamente, in un movimento stellare, accostata di lato, avvolta stavolta la rivolta del suo corpo, non più esistente, fluente tra la gente, da sola di fronte al corteo dei birilli, prende la rincorsa e una ventina di ragazzi soffrono di pugni al cervello dalla forza magica, diretta, schietta ma sincera nel chaos. Una sirena, che lancia la palla da bowling, finisce il minuto, ci si riprende e va tutto bene. è solo una sirena, eppure tanto bella, eccerto lo è si o no mitologica, gioca con la mente senza volerlo forse. Siamo liberi e si va via, sentirsi soddisfatti d'aver capito quel poco, e si volta pagina. Ma presto si capisce anche l'opposto, qualche ragazzo esce dal locale, frasi da rissa, uno ferma l'altro, a vicenda. Apparentemente quella luce più forte aveva attirato un colore di tutto l'arcobaleno di sto mondo, ma ecco l'opposto, l'oscurità partner di quel viso angelico, occhi azzurri e biondi lunghi capelli, urla - Finalmente l'equilibrio.
just like a diary or a block of notes, may this be a destructive black hole for my thoughts, turning into essence of original oblivion, passing through and recreating some vibe out of the big white hole.
Thursday, 24 December 2015
Tuesday, 22 December 2015
1rimo esserino - Masacarne
1° Esserino
"IL DRAGO PARLA"
Cercavo una ragione, un presupposto per incominciare a scrivere, giusto per i primi 2 minuti, che rompono il ghiaccio e il vento che accarezza muove le dita e il resto delle battute, allora ho scritto il titolo a caso e il caso mi porta ai ricordi, ma ancor più agli avvenimenti che devo capire, redimere e spingere fuori dall'ombra attraverso lo scrivere, troppi i progettti e i tetti danno calma, troppa per l'alma, la giornata diventa una salma, un ripetersi di un nulla tanto caro e bello ma troppo delicato. Bisogna aggredire le opportunità, buttarsi nei tempi incerti, anche se alcune canzoni anestetizzano, anche se gli amici insegnano che il momento va rilassato dalla condivisione di ogni cagata che passa per la testa. Anche se certe canzoni riportano indietro, nel sottofondo del dolore, del passato che stufa, stessa pasta, stesso sugo, stessa sostanza delle vecchie lacrime che asciugo.
Ieri ero ad un evento in cui si parlava di accoglienza, per una volta, un casinò interculturale e inter-religioso in cui nonostante l'interesse reciproco mi portava comunque a cercare il contatto più elementare, tante belle ragazze da accostare alle mie parole. Penso, che - invece gli amici che più caratterizzano il mio nascosto sono quelli con cui passo avventure, pazzie e spesso cadute, come se la crescita necessitasse di una ricaduta, del fallimento, che non lo è , visto sotto questo nuovo punto di vista. è un obbligo ad imparare, te dici dolce e magico, l'amico dice anestetizzante e passivo. Riapri gli occhi e all'improvviso la passività del fissarsi diventa un recepire il tutto, ogni persona, ogni ragazza nel raggio della sonorità della musica.
Che altro, il sapore dolciastro, amaro nel bene immaginato. Raffinato il discorso una ragazza cade ai miei occhi ad una festa e vuole che le racconti quella storia di quel mio amico a cui pensavo, poiché marocchino e in Marocco per lavoro e per gioia della comfort zone. Invece le parlo di non so cosa volesse dire la mia coscienza, ma il suo sguardo è penetrante, cerca di capire. Ogni tanto, quando in piedi, distolgo lo sguardo mentre lei mi risponde ad una domanda specifica che volgo. E svolgendo il mio processo mentale fuori dalla sua portata, penserà che non mi frega nulla, che non la ascolto, ma giusto a tre quarti della sua confessione orgogliosa, in cui dosa le lettere e le parole vista la mia testardaggine, la guardo dritta nel profondo e le proferisco due semplici parole con più intenzione nel gestire. Accanto a me un gran amico artista, che col suo freestyle mi aveva convinto della sua passione per la vita ancora quando no lo conoscevo, sapevo già sarebbe diventato un grande. Era forte e connetteva stelle nel cosmo attraverso i propri argomenti, poichè quando ti cimenti costruisci tanto. Intanto a questa festa lui stava male e stanco e triste. Accasciato sulle proprie ginocchia, a volte gesticola versi e mi assiucor che stia bene, gli offro del tè fatto in casa e pure una torta ma ha bisogno di stare in quel sottofondo, in quel substrato di pensieri, finché arrivava qualcuno, o meglio l'unica persona che lo potesse cogliere da quel prato di domandone, di silenzio poco silente. Ero sparito con l'amico pazzo che a inizio serata avevo trasportato col motorino rischiando la fusione del motore, essendo alto un metro e novanta, ma l'avventura fondamentale per creare la serata. Accompagnavamo ora due ragazze, leggermente giovani, ma decisamente matura sotto il punto di vista più ovvio, stalker professioniste. La volontà di ragazze che vogliono raggiungere ciò che desiderano, stalker per natura le donne quando intrigate, ma accompagnate non persero l'autobus e quindi niente tendata notturna in 4 e di corsa leggera in due torniamo alla festa, circa 2 km. Ci ri-disperdiamo nella festa e troviamo altre due ragazze con cui parlare, quest'altre molto più approfittatrici, non hanno un passaggio e cercano un posto dove dormire, ormai parlano e flirtano con tutti i ragazzi della festa per questa ragione. Danno il disgusto, ma due dame in tenda fan sempre comodo e al 65% delle probabilità per un'ora di fine festa-after party, sarebbero venute con noi a piantarla nel bosco quella piccola comunione e futura necessità di tenersi caldo. Trovano un passaggio per una festa da tutt'altra parte, ma a lor va bene, le chiedo il numero di telefono e poi ci sentiremo infine. Ma per quella sera, gli avvenimenti si susseguirono e per la mia mente calma filosofa non ci sono problemi, il sonno prende colpo e il freddo lo si batte presto, come il sentiero al buio verso il bosco sopra la città, con dietro nella strada i due tipi loschi più infidi della serata che sembravano seguirci. Ma invece no e la mattina dopo in deiscesa verso casa, ancora un pò perplessi dai sogni, in fondo avevamo trovato molti sbocchi di sfogo per la nostra coscienza, così a caso, come trovare un titolo e tramite due minuti di sforzo, meditare il mal di testa in mille e passa caratteri di scritto. In fondo è grazie a questo che quando cammino con la testa alta sto ritto.
"IL DRAGO PARLA"
Cercavo una ragione, un presupposto per incominciare a scrivere, giusto per i primi 2 minuti, che rompono il ghiaccio e il vento che accarezza muove le dita e il resto delle battute, allora ho scritto il titolo a caso e il caso mi porta ai ricordi, ma ancor più agli avvenimenti che devo capire, redimere e spingere fuori dall'ombra attraverso lo scrivere, troppi i progettti e i tetti danno calma, troppa per l'alma, la giornata diventa una salma, un ripetersi di un nulla tanto caro e bello ma troppo delicato. Bisogna aggredire le opportunità, buttarsi nei tempi incerti, anche se alcune canzoni anestetizzano, anche se gli amici insegnano che il momento va rilassato dalla condivisione di ogni cagata che passa per la testa. Anche se certe canzoni riportano indietro, nel sottofondo del dolore, del passato che stufa, stessa pasta, stesso sugo, stessa sostanza delle vecchie lacrime che asciugo.
Ieri ero ad un evento in cui si parlava di accoglienza, per una volta, un casinò interculturale e inter-religioso in cui nonostante l'interesse reciproco mi portava comunque a cercare il contatto più elementare, tante belle ragazze da accostare alle mie parole. Penso, che - invece gli amici che più caratterizzano il mio nascosto sono quelli con cui passo avventure, pazzie e spesso cadute, come se la crescita necessitasse di una ricaduta, del fallimento, che non lo è , visto sotto questo nuovo punto di vista. è un obbligo ad imparare, te dici dolce e magico, l'amico dice anestetizzante e passivo. Riapri gli occhi e all'improvviso la passività del fissarsi diventa un recepire il tutto, ogni persona, ogni ragazza nel raggio della sonorità della musica.
Che altro, il sapore dolciastro, amaro nel bene immaginato. Raffinato il discorso una ragazza cade ai miei occhi ad una festa e vuole che le racconti quella storia di quel mio amico a cui pensavo, poiché marocchino e in Marocco per lavoro e per gioia della comfort zone. Invece le parlo di non so cosa volesse dire la mia coscienza, ma il suo sguardo è penetrante, cerca di capire. Ogni tanto, quando in piedi, distolgo lo sguardo mentre lei mi risponde ad una domanda specifica che volgo. E svolgendo il mio processo mentale fuori dalla sua portata, penserà che non mi frega nulla, che non la ascolto, ma giusto a tre quarti della sua confessione orgogliosa, in cui dosa le lettere e le parole vista la mia testardaggine, la guardo dritta nel profondo e le proferisco due semplici parole con più intenzione nel gestire. Accanto a me un gran amico artista, che col suo freestyle mi aveva convinto della sua passione per la vita ancora quando no lo conoscevo, sapevo già sarebbe diventato un grande. Era forte e connetteva stelle nel cosmo attraverso i propri argomenti, poichè quando ti cimenti costruisci tanto. Intanto a questa festa lui stava male e stanco e triste. Accasciato sulle proprie ginocchia, a volte gesticola versi e mi assiucor che stia bene, gli offro del tè fatto in casa e pure una torta ma ha bisogno di stare in quel sottofondo, in quel substrato di pensieri, finché arrivava qualcuno, o meglio l'unica persona che lo potesse cogliere da quel prato di domandone, di silenzio poco silente. Ero sparito con l'amico pazzo che a inizio serata avevo trasportato col motorino rischiando la fusione del motore, essendo alto un metro e novanta, ma l'avventura fondamentale per creare la serata. Accompagnavamo ora due ragazze, leggermente giovani, ma decisamente matura sotto il punto di vista più ovvio, stalker professioniste. La volontà di ragazze che vogliono raggiungere ciò che desiderano, stalker per natura le donne quando intrigate, ma accompagnate non persero l'autobus e quindi niente tendata notturna in 4 e di corsa leggera in due torniamo alla festa, circa 2 km. Ci ri-disperdiamo nella festa e troviamo altre due ragazze con cui parlare, quest'altre molto più approfittatrici, non hanno un passaggio e cercano un posto dove dormire, ormai parlano e flirtano con tutti i ragazzi della festa per questa ragione. Danno il disgusto, ma due dame in tenda fan sempre comodo e al 65% delle probabilità per un'ora di fine festa-after party, sarebbero venute con noi a piantarla nel bosco quella piccola comunione e futura necessità di tenersi caldo. Trovano un passaggio per una festa da tutt'altra parte, ma a lor va bene, le chiedo il numero di telefono e poi ci sentiremo infine. Ma per quella sera, gli avvenimenti si susseguirono e per la mia mente calma filosofa non ci sono problemi, il sonno prende colpo e il freddo lo si batte presto, come il sentiero al buio verso il bosco sopra la città, con dietro nella strada i due tipi loschi più infidi della serata che sembravano seguirci. Ma invece no e la mattina dopo in deiscesa verso casa, ancora un pò perplessi dai sogni, in fondo avevamo trovato molti sbocchi di sfogo per la nostra coscienza, così a caso, come trovare un titolo e tramite due minuti di sforzo, meditare il mal di testa in mille e passa caratteri di scritto. In fondo è grazie a questo che quando cammino con la testa alta sto ritto.
Tuesday, 1 December 2015
Conversazione con il Cosmo - frammenti di chat
Lasciamo l'inedito alla fine, e infine, si finisce con le rime, in cime mai viste, d'inverno dipingo un corpo molto snello, col mio pennello capto sensi afflitti, amori che non citi.. Se l'amore avesse un suono, questo sarebbe un sample, un senso di un mio penso, prego e amo, già stavo, per perdermi nella mia giovinezza, vedo il paradiso , ogni tanto ne sono orgoglioso, vedo un sole rigoglioso, un girasole fiorente, le luci spente, il cancello all'incubo, un cubo di viso rigoroso, rigorosamente nella mia mente, contorta torta, ogni giorno devo amare, in ogni desiderio , in ogni verso , giugulare il mio messaggio, un saggio, strutturato , un mortuario, vario nei pensieri, con la prova di sto beat, libero libertino momento, un piano perso , verso il limite, il cielo, un siluro sparato in aria, un vero giuro- penso e scrivo. Restio .. penso scrivo e poi giubilio, oblio della resta, alcool giù, è una festa, eppure mi distruggo, nella realtà di vanila, una vaniglia sul gelato, il mic ha un gusto strano, apro il vano e invano mi ci immergo, ipergolo, prego e lo vedo , finalmente , un obbiettivo , ..cattivo il portamento, cammino infinito e incito alla violenza, eppure rimane arte. ..Sono in pendenza e non corro, verso la cella, cellula di un buco, libro apri mente, si sente ecco il vento, mi porta mi scorta, come una bella donna, una storta contorta, mente in mezzo alla gente, veemente
ascolto la musica, un pò di chill, qualche beat
creo un'altra sinfonia ogni dì
l'energia che mi sfinì
e che finì la mia opera, chissà quando e chissà in cosa
loop informatico, gioco sadico
ispiro il divano e anche il lampadario
luci cambiano e il comodino salta in uno spasmo proustiano
e ora sono sano
e da sano tonno torno
penso a te e al modo in cui m'hai fissato quel giorno
ero storno e senza ritorno
ora torno
la mia musica , il formaggio non rosica
anche un rosa che mi ricorda il thè veemente sente ciò che dico, rituale spiritico avvizzo lo zucchero, una zolletta un centilitro, di latte
e ora statte calma , torna che ho una storia
d'oro, ora arrivi come l'òra
era l'ora , penso
denso il mio caffè, il mio gergo senza senso
ma che vento e vento , in portoghese aguento a stento
mi arrendo e ti aspetto, come una musica jazz in rewind , in tedesco il gergo , sein
la sua libertà è quella di scegliermi, possedermi e volermici, dentro un vortice di fantasia, ecco la magia
...
fra quanto arrivi?
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