just like a diary or a block of notes, may this be a destructive black hole for my thoughts, turning into essence of original oblivion, passing through and recreating some vibe out of the big white hole.
Sunday, 24 January 2016
Best minds of my generation
Lo stomaco mi attanaglia la mente, la gente, che son spiritelli, parla nella mia ridente saggezza. Rido. Sorrido poichè se sento qualcosa di così forte allo strato di pancia riservato alla nascita di chakra nuovi e di un substrato che è quel sussurrare dei fatti, dellle esperienze, esse ci spiegano cosa ci succede, i sussurri di una carezza nel bel mezzo di una folla. S'affolla la mia mente di pensieri, ma fisso, io stesso mi ingelosisco, grottesco fare del mio essere, pericoloso scrittore, che fa scippi ad altre anime. Mi manca, lo dico, la penso, la cerco quella jungla, mi attanaglia il respiro, doso le parole e gli sguardi, restano bassi, involontariamente diretti verso l'interno, a me stesso, che mi parla, mi sussurra, mi traduce, mi dice "coglione, ma almeno rimane la trasparenza". La trasparenza di una membrana che sono io, su una bella fanciulla col sale, la via dei cervi, altri mille messaggi segreti, che però avendo finalmente un nome originario, reale, tangibile, mi fanno pubblicamente star bene, mi fanno notare che filosofare non fa per me ora, ma che la battaglia abbia inizio. Ti voglio, ti raggiungo a spada tratta, che però fa da scivolo verso me, fendente del tempo e dello spazio, anche se alcuni spazi sono un pò più vaghi, è quel sussurrare a volerci accanto. Scopro, anzi, riscopro, che una nuova fantastica cosa di te è che ogni giorno, ogni respiro mattutino, ogni subbuglio di chakra, mi trovo o mi metto in una situazione in cui la missione più bella e che più si avvicina a cos'è la vita, la felicità, l'unione dei sogni alla realtà, è dover conquistarti ad ogni battito di ciglia, anche se ci siamo entrambi già conquistati ed assaggiati un bel pò. Assaggi davvero buoni, denti che sporgono ma che prendono la forma tonda e docile delle carezze, dei massaggi alle orecchie tappate, la forma del nostro essere, di un'anima che travolge di bene, e male, e stupore, e normalità, di un mostro e di una fata, il mio corpo. Abituato alla semplice tridimensione di routine, con te a mio fianco, noi andiamo in una dimensione a quattro motivi e tonalità, i punti di vista ci distaccano e ci avvicinano. Sento il motivo del riconquistarti, sa di lacrime di sale, sa di una ragazza raggiante che sale le scale e come inizio del tutto quasi non servono parole, le parole determinano il puzzle della pancia, e poi si dice di lasciar perdere, lasciar passare, che infine l'amore trova il suo corso, in me trova la via dello sfogo in canzoni mai incontrate, simili a mille emozioni, ma non traducibili se non dal mio sguardo, che imporrò in mezzo al chaos della mia testa, come una guida, come una lezione d'orientamento, come se nel mio mare ci fosse tanto che cerca di nuotare e salpare a terra ferma. La mia terra ferma sei te e so di dover lasciarteli, ma il mio personale ego mi fa paura, te sei emotiva, bella, riluttante, ti mordi il labbro guardandomi da quattro metri, mentre, rubato il mio quaderno d'appunti, spulciato nel pagliaio, scrivi con una penna, dettata la storia dai tuoi occhi, dai miei movimenti. E non so perchè mi piglio così tanto per i dettagli, per i vecchi tagli che a volte squarciano i miei pensieri. Che poi t'ho parlato di un taglietto innocuo, che non ha mai avuto un contatto, e neanche una cicatrice, ma una semplice e innocente forbice arrotondata di Art Attack, che non esiste, che forse esisteva e che quel forse accentua a qualche parola, ma di parole io vivo, come di parole muoio. Ora, se fossi su carta, lo strapperei questo foglio, e , se non avessi solo questo sfogo come fuoco da tener vivo, se non avessi un'anima fortemente in me quanto la tua, questo cerchio l'avrei chiuso in 11 secondi di docile pensiero positivo e riflesso nel tuo sorriso. Poichè questo cerchio si è allargato, si è espanso proporzionalmente alle parole, ai sussurri, agli strati delle nostre coscienze che abbiamo vissuto, che vivremo, piano piano lo vediamo di più, e scopriamo, che il cerchio è già lì bello e completo, ad aspettarci, a donarci l'attesa dell'accordo delle nostre corde. Poichè se tu sei qui, io sono.. e se tu mi guardi come io ti guardo, tu sei, Jungla è, ragazza salata era e compagna di navicella sarà. Al crepuscolo t'aspetto ma ti prendo per mano a prima vista, correndoti incontro, saltando come faccio con le parole che scrivo, per baciarti i motivi e le tonalità nel cuore, una macchina bianca ci illumina, mille luci su di noi.
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