Qualsiasi cosa si voglia, s'adagi al mio destino, perfino il sale fino mi dice che son lieve coll'augurio d'un buon sapore, un calore d'un abbraccio, dimenticato poi al mattino.
Mi sveglio, alla finestra i suoni rimbomban felici, felici di tornar meriggi, le tapparelle non trasparono il rumore e donan un dolce relax, d'un buio stellato di vibrazioni. I giorni passano, ma le ore a volte no, il tempo che si ferma ritorna a quell'abbraccio, dopo la lunga attesa.
Torno a letto fomentato dai primi passi del mattino, vedo lei stesa sul lenzuolo senza pelle lasciata allo scoperto o al freddo della carne, tatuata e morsa dal tempo.Sento il suo respiro e il primo guizzo mattutino, m'accosto alla sua coscia e bacio il suo viso spento. La gatta fa le fusa e raggomitola il suo io, in quell'abbraccio tutto mio.
A volte son restio, ad azioni ovvie ,scenico in pazzia, la normalità diventa una magia che trapassa l'immaginazione per riscoprirsi di sapore, forte e colorata, poi nuda, spoglia, in un attimo d'ogni e nessun sapor, qualsivoglia.
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